Web directory: come, quando e quali utilizzare per la Link Building

Nel 2012 Bizseo.com era una web directory. All’interno delle sue pagine, un nutrito elenco di siti web era raccolto, organizzato per aree tematiche e suddiviso in categorie e sottocategorie. Questo è, in fondo, quello che fa una directory online: attraverso una struttura ad albero gerarchica, cataloga siti web, blog e negozi online.

Che cos’è una directory?

Riavvolgiamo un attimo il nastro e partiamo dalla definizione. Che cos’è una directory? Ma, soprattutto, che cosa non è una directory? Una directory non è un motore di ricerca e non è nemmeno un archivio virtuale di siti web. È, invece, un sito internet che ospita un elenco di risorse organizzate e tematizzate.

Se cerchiamo BizSeo.com su Archive.org, una biblioteca digitale con circa 400 bilioni di pagine web, possiamo farcene un’idea più chiara. Ecco, questa era l’homepage della web directory BizSeo.com nel 2012:

Web directory BizSeo.com nel 2012 - homepage

Come potete vedere, la homepage di BizSeo.com riportava una lista di categorie, cliccando sulle quali era possibile visualizzare tutta una serie di sottocategorie. Per fare un esempio, la categoria Shopping era suddivisa al proprio interno in 40 sottocategorie, che spaziavano dal settore floreale a quello della gioielleria, dalla salute dentale ai viaggi.

Web directory BizSeo.com nel 2012 - categoria shopping

Il fatto che Bizseo.com fosse una web directory, ci offre lo spunto per indagare nel mondo delle directory online e per capire se queste ultime possano avere ancora un futuro davanti a sé. Le directory possono essere ancora utilizzate a fini SEO?

Web directory, quale futuro?

Molto apprezzate anche nelle strategie di local SEO (argomento per il quale rimandiamo all’articolo sulle directory locali), le web directory sono da sempre lo strumento più semplice per portare dei backlink a un sito internet. Tuttavia, come spesso accade, quello che all’inizio era uno dei punti di forza, dopo qualche anno iniziò a trasformarsi in una debolezza. Proprio a causa della semplicità d’utilizzo, le web directory furono sfruttate così tanto che alla fine persero gran parte della propria rilevanza e del valore dei propri link.

Inutile girarci intorno, oggi la maggior parte delle directory online soccombe sotto montagne di link casuali, per nulla inerenti e, spesso spammosi. Là fuori c’è un mare di directory di bassa qualità, dalle quali conviene tenersi a doverosa distanza. E allora, esistono ancora delle directory di qualità, utili per la SEO?

Se potesse avere senso inserire il proprio sito sulle directory disponibili sul web se lo chiedeva già nel 2010 (ma l’argomento è anche più antecedente) MOZ, l’impresa americana creatrice della Domain Authority (DA), una delle metriche SEO più utilizzate per valutare la forza e l’importanza di un sito. Una delle conclusioni a cui era giunto il suo team era che poteva essere una buona idea investire in directory a pagamento, a patto che questa fosse solo una parte di una strategia di link building più complessa e, soprattutto, fosse diluita nel tempo.

Come riconoscere una buona web directory

La domanda sorge spontanea: oggi, ad anni di distanza dall’articolo pubblicato da MOZ, la conclusione a cui era giunto il suo team è ancora valida? Esistono ancora le directory di qualità? Naturalmente sì: sono quelle che linkano siti di valore e che sono focalizzate su tematiche precise. Per dirla con altre parole, meglio le directory verticali di quelle generiche. Meglio ancora se l’iscrizione alla directory non è automatica, ma richiede un tempo per l’approvazione che varia da una a tre settimane: significa che c’è una barriera all’ingresso e che i siti che non rispettano gli standard richiesti vengono respinti. Questo è uno dei motivi per cui le directory a pagamento garantiscono link migliori di quelle che, oltre a essere gratuite, sono anche abbandonate a se stesse.

Tuttavia esistono anche delle directory gratuite di buona qualità. Sono quelle che:

  • non pubblicizzano i siti linkati con espressioni simili a “il miglior sito del settore” o “il sito più conveniente”
  • contengono un numero limitato di categorie (come dicevamo prima, meglio focalizzate che troppo generiche)
  • utilizzano i tag, ma senza esagerare (l’ideale è un massimo di due / tre tag per volta)
  • sono pensate per gli utenti e, proprio per questo, curano il design e la User Experience (ad esempio, sono pulite, intuitive e facili da navigare)
  • hanno un buon profilo backlink.

10 web directory gratuite

Queste sono alcune delle directory gratuite italiane che possono essere inserite all’interno di una strategia di link building più ampia:

  • Freeonline.org: web directory storica, ammette l’inserimento gratuito dei siti, a patto che superino gli standard richiesti e siano approvati dalla sua redazione
  • Mooseek.com: online dal 2000, permette l’iscrizione gratuita dei siti previa l’approvazione dei suoi redattori
  • Net-parade.it: online dal 2001, consente l’inserimento gratuito dei siti in seguito alla creazione di un account
  • Lamiadirectory.com, che ha il vantaggio di essere una directory online gratuita con selezione all’ingresso
  • Seodirectorylinks.it: gratuita, prevede la creazione obbligatoria di un account (come Net-parade.it)
  • Uhela.com: tra le migliori directory, permette l’inserimento gratuito del sito, ma al momento della segnalazione richiede un indirizzo email e la descrizione è effettuata dalla redazione
  • My-Network.it: altra web directory gratuita italiana con 15 categorie
  • ProfDirectory.it: come le directory precedenti, consente la segnalazione gratuita del sito, ma richiede il link reciproco obbligatorio
  • Babulaweb.com: la prima directory straniera dell’elenco, con inserimento gratuito del link
  • Dmoz-odp.org: l’abbiamo lasciata per ultima, ma è forse la web directory più conosciuta dagli addetti ai lavori. Come Babulaweb ha un punto debole: è straniera.

5 web directory con opzioni a pagamento

Queste sono, invece, 5 web directory italiane a pagamento (o con piani opzionali a pagamento):

  • MrLink.it: web directory italiana che permette l’inserimento gratuito del proprio sito in caso di link reciproco e quello a pagamento se si desidera l’approvazione immediata senza link di ritorno
  • Primadirectory.it: come MrLink.it, consente l’inserimento gratuito del sito solo con link di ritorno; diversamente l’iscrizione è a pagamento
  • Nuovosito.com: un’altra directory con due piani, uno a pagamento, l’altro free. Quello gratuito prevede l’inserimento del sito previa approvazione; quello a pagamento garantisce maggior visibilità e consente di saltare a piè pari la fase di approvazione
  • Aziendegratis.it: ex directory gratuita, prevede l’inserimento immediato del sito internet, previo il pagamento di € 19,90 + iva
  • Dirhello.com, una directory con più piani a pagamento che vanno dal semplice inserimento del sito all’inserimento + link building + visibilità.

E se foste voi a creare una web directory?

In questo paragrafo, non vedremo come creare una web directory passo passo. Non è questo l’obiettivo dell’articolo. Ma faremo un esercizio di stile: se fossimo noi a dover creare una web directory da zero, a quali aspetti presteremmo attenzione?

All’inizio ci chiederemmo: che cosa vogliamo linkare? E, probabilmente, sceglieremmo una nicchia, se non altro perché alcuni prodotti / settori ci interessano più di altri.

Poi cercheremmo di capire che cosa cercano gli utenti e, per portarli sul nostro sito, faremmo attenzione alla User Experience. Naturalmente dovremmo prepararci ad affrontare una concorrenza più o meno agguerrita e ci guarderemmo intorno (tradotto, studieremmo le SERP e analizzeremmo le altre directory). Ci preoccuperemmo di fare iscrivere al sito le aziende che più ci interessano e, dopo un po’, inizieremmo a interrogarci su come fare per monetizzare.

Ecco, questi sono anche gli aspetti a cui bisogna prestare attenzione quando si decide di integrare le directory nella propria strategia di Link Building. E questa potrebbe essere la regola d’oro: scegliete solo le directory che vorreste aver creato voi.